
Il dono dell’ascolto
19 Febbraio 2026Nascosta, relegata per troppo tempo, eppure talmente forte da resistere a quel tentativo malsano di tenerla a bada, come se fosse il male peggiore, ma il male peggiore è ignorarne la presenza, per poi scoprirne l’esistenza attraverso la sua zampata improvvisa, veloce, istintiva e ora direi sacrosanta!
Già perché la tigre esiste, peccato non averla riconosciuta prima nella sua totale bellezza, nel suo essere fiera, solida, attenta, presente, calma e all’occorrenza aggressiva, ma di un’aggressività mai gratuita.
Una zampata che si protrae in avanti quando qualcuno supera il confine, quando qualcuno manca di rispetto, quando qualcuno se ne frega delle sue esigenze, dei suoi bisogni e la calpesta o la svilisce, credendo che potrà sempre agire come gli pare, senza alcuna cura e senza alcun effetto.
Ma la tigre non è solo aggressività, è molto di più.
La tigre è sinuosa nel suo passo fermo e lento; è dolce con i suoi cuccioli e preserva il suo ambiente considerandolo un luogo scaro. La tigre se ne sta e non rompe le scatole a nessuno. Riconosce ogni essere come dotato di sue caratteristiche e peculiarità, lei ha le sue, gli altri le loro.
Nessuna superiorità, piuttosto consapevolezza delle sue e delle altrui risorse.
La tigre si vede, non passa certo inosservata, ma non va in giro a vantarsene, semplicemente è ciò che è.
Per troppo tempo ho guardato solo alla sua energia aggressiva, temendola, soffocandola, rilegandola a una gabbia troppo stretta per paura di chissà cosa avrebbe potuto fare e agire, senza rendermi conto che anche se avesse agito ne aveva il diritto e le poche volte che è emersa in modo preponderante ho avuto anche il coraggio di colpevolizzarla in alcuni casi e di farla sentire inadeguata in altri. Per quale ragione? Perché accettare lei significava rivedere tutte quelle persone incapaci di tatto che mi circondavano e quindi vedere esattamente coloro che amavo per ciò che erano, persone inconsapevoli del male gratuito che, con il loro agire, creavano in me, seppur sulla carta avrebbero dovuto avere cura, fosse anche per il ruolo che incarnavano.
Oggi posso stare davanti a questa verità con dispiacere e amore allo stesso tempo.
Comprendere i loro limiti e comprendere il mio sentire. Un passaggio FONAMENTALE che non separa, che non giudica, non ridimensiona, non agisce nessuna strategia di evitamento nello stare con ciò che è e che è stato.
Oggi guardo alla mia tigre con rispetto, amore e gratitudine per non aver lasciato che lo sconforto le facesse passare la voglia di emergere, di essere vista e riconosciuta da me stessa, per avermi fatto sentire tutta la sua potenza direttamente proporzionale allo sforzo che ho immesso nel tentativo di tenerla a bada.
Quanta energia impiegata male, frutto di insegnamenti, condizionamenti e vissuti che facilmente le hanno attaccato un etichetta addosso con scritto “DANGEROUS”; ma il vero pericolo è stato dimenticarmi di lei, non averle dato ascolto per tanto tempo e aver cercato di accomodarmi a situazioni assurde, a persone incuranti che invece sapevano molto bene come mettere in campo la sua energia, spesso e volentieri in modo gratuito, strafottente e superficiale, ignari anche loro della sua completezza, che va ben oltre l’energia aggressiva.
Ecco oggi la vedo bene, vedo bene anche tutto l’insieme; vedo ciò che desidera, come sta nel mondo, come è capace di trasformarsi da animale tranquillo, solitario e serafico a felino feroce e la noto camminare con il suo passo, che avverto chiaramente anche nel suono che emette.
Calma, paziente, sicura e maestosa, dotata di forza e potenza con la sua un’energia intensa e una grande capacità di affrontare le sfide.
Coraggiosa, capace di agire con determinazione quando necessario, capace di non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà.
Indipendente e autonoma, amante della libertà nel seguire la propria strada.
Tenace e perseverante, con una profonda connessione con il proprio sentire e con la capacità di percepire ciò che accade intorno.
Mentre la osservo colgo la sua presenza, la sua abilità di protezione nel difendere, se necessario, il suo territorio e chi ama.
Lei mi ama e oggi la amo anche io … meno male la tigre c’è!
Foto di Miranda Richey su Unsplash




